Archivio per Italiani

Un paese che accoglie l’Italia e gli Italiani.

Posted in Notizie dal CIL con i tag , on 29 Febbraio 2008 by Gabriele Testi (portavoce del CIL)

stemma-principato.jpgIl Liechtenstein non è soltanto una destinazione “di comodo” giustificata da motivazioni fiscali, finanziarie o di riservatezza, ma un Paese che accoglie almeno millequattrocento nostri connazionali tra lavoratori e loro familiari, la maggior parte dei quali perfettamente integrata nella società del Principato.

A volerlo ribadire con convinzione è Vittorio Preite, Presidente del Comitato Italiani nel Liechtenstein, l’organismo fondato nel 1993 che si occupa di difendere e tramandare i valori culturali della comunità di emigranti più numerosa dopo tedeschi, svizzeri e austriaci nella minuscola nazione alpina. “Siamo il gruppo più cospicuo di stranieri presenti nel Liechtenstein, se escludiamo coloro che hanno il tedesco come madrelingua naturale; io, giusto per fare un esempio, vivo qui dal 1969. Spesso ci capita di sentirci un po’ abbandonati dall’Italia, anche se attraverso fiere, esibizioni canore o danze folcloristiche e la diffusione di prodotti tipici facciamo di tutto per non dimenticare da dove veniamo e per far conoscere le peculiarità italiane ai locali, proprio come avviene in altre realtà vicine”, specifica Preite.

“Anche il professor Rocco Buttiglione, il primo a ‘fare outing’ rispetto all’accensione di un conto corrente bancario in un istituto di credito di Vaduz, ha fatto parte a suo tempo della comunità italiana in quanto docente nonché co-rettore dell’Accademia Internazionale di Studi Filosofici: era residente e operativo nel Principato, un lavoratore, né più né meno di noi. Oggi che il Paese in cui viviamo è sulla bocca di tutti per operazioni compiute da soggetti non residenti, peraltro quasi sempre in linea con la legislazione vigente e quindi in maniera legalmente ineccepibile, spiace che la nostra ‘Little Italy’ di operai manuali e di liberi professionisti, di medici e di imprenditori nel settore del commercio o della ristorazione possa essere anche lontanamente associata dall’opinione pubblica della madrepatria ad attività dubbie.

Le loro Altezze Serenissime Hans Adam II e Marie von und zu Liechtenstein, nonché il Principe Ereditario Alois, sono spesso e volentieri ospiti delle nostre manifestazioni, a dimostrazione del fatto che un italiano a Triesenberg piuttosto che a Schaan è nella quasi totalità dei casi un onesto prestatore d’opera o un fornitore di servizi e non un evasore fiscale o un occultatore di capitali. Ricordiamocelo”.

E ancora: “Benché Vaduz sia la capitale di uno Stato sovrano, qui non abbiamo né un’ambasciata né un consolato italiani, bensì soltanto un corrispondente consolare, che dipende da San Gallo: forse anche per questo il Liechtenstein e chi ci abita, al contrario di quanto si creda, formano un moderno e serio Paese europeo che dà lavoro e possibilità di vivere al meglio a tanti nostri connazionali, giovani e meno giovani. A noi spiace che lo scandalo fiscale che si è creato derivi da una sottrazione di informazioni riservate commessa nel Principato, per il quale c’è già stata una condanna per estorsione e per cui l’ufficio del Pubblico Ministero del Liechtenstein ha aperto un’inchiesta ipotizzando varie fattispecie penali: materiale che è stato acquistato con denaro pubblico da un Paese europeo (la Germania, ndr) e girato a una dozzina di altri Stati della Ue, senza che nessuno si ponesse apparentemente il problema dell’origine delittuosa di una tale circolazione di informazioni, che la loro disponibilità derivasse da un reato. Che cosa dobbiamo pensare di una simile, paradossale situazione, se non trepidare per l’avvenire del cosiddetto ‘stato di diritto’? Il Principato e il migliaio abbondante di italiani che lo abita hanno per primi subito un danno di immagine. Siamo pronti a mostrarlo e soprattutto a dimostrarlo a tutti coloro che, stampa e non solo, vorranno venirci a trovare a casa nostra…”.

I colleghi giornalisti che desiderassero assistere a tali esibizioni possono contattare Vittorio Preite e Gabriele Testi.