Integrazione: i lavori della conferenza
Relazione sulla conferenza del
15 maggio 2008 sul tema
INTEGRAZIONE
Relatori:
Cyril Deicha, Alfieri Francesco del Dachverband FL
Markus Oehry, insegnante alle elementari
Klaus Tschütscher, vice primo ministro
Jules Hoch, capo della polizia criminale
Bruno Zanga, direttore dell’ufficio stranieri di San Gallo
Toni Schächle, consigliere comunale di Eschen
Nel pubblico
Rappresentanti dei comitati
Italiano, Greco, Sloveno, russo, altri
I membri della manifestazione informativa della VU, Vaterländische Union sono stati tutti d’accordo per discutere sul tema INTEGRAZIONE. Dopo brevi interventi si arriva alla seguente conclusione:
Chi vorrà vivere e lavorare nel Liechtenstein, dovrà essere a conoscenza della lingua, rispettare le leggi ed accettarne gli usi e costumi.
Il dr. Francesco Alfieri ha sostenuto che é la condizione principale per l’integrazione degli stranieri. Senza conoscenze della lingua è impossibile, portando così i relatori della manifestazione sul punto.
Anche questa manifestazione, la terza della VU, con discussione ed informazione ha avuto un grande successo. La tenda posta presso la boccia-club di Schaan era piena. Gli esperti in materia e i primi interessati alla tematica hanno spiegato come s’immaginano un’integrazione valevole degli stranieri in liechtenstein, con un risultato notevole.
I partecipanti alla manifestazione sperano su gli sviluppi nel disegno di legge ora in studio presso il governo. Una legge simile in Svizzera è già attiva dal primo gennaio 2008. La Svizzera, come riferisce Bruno Zanga, direttore dell’ufficio cantonale per gli stranieri di San Gallo, ha fatto buone esperienze. “Integrazione proviene dal latino <<integratio>> che significa formazione di un’unità”. Ciò funziona solo mediante l’apprendimento della lingua, la comprensione della cultura e il rispetto delle leggi del paese ospitante.
Bruno Zanga è convinto che l’integrazione rappresenta una sfida sia per ospiti che per gli ospitanti. Gli stranieri devono avere la possibilità e uguaglianza di diritti per la partecipazione alla vita lavorativa, sociale, all’istruzione e al mercato immobiliare, per evitare la formazione di società parallele. D’altra parte deve poter essere possibile, là dove esistono deficit che impediscono l’integrazione di immettere delle richieste e vincolare il permesso di soggiorno a degli accordi, cosi come la VU ha richiesto nel 2006 al governo del Liechtenstein.
Il vice primo ministro Klaus Tschütscher ha chiarito nel suo discorso il ruolo che il Liechtenstein come zona ospitante. Le piccole dimensioni del Liechtenstein rappresentano una grande sfida che si può risolvere soltanto insieme mediante la comunicazione e di conseguenza parlando la stessa lingua.
Alla discussione ha suscitato il tema della disuguaglianza di trattamento di cittadini di “terze” nazioni in confronto dei cittadini dell’Europa. Klaus Tschütcher riguardo a ciò consiglia a costoro di partecipare attivamente al dialogo europeo per trovare una soluzione.
Alle domande del presidente del CIL: A) Perché non è possibile dare la cittadinanza a tutti coloro che sono nati e nasceranno nel Liechtenstein. B) Quanti liechtensteinesi possiedono la doppia cittadinanza, Klaus Tschütcher risponde A) che si vuole evitare il turismo per la cittadinanza B) che il discorso della doppia cittadinanza è ancora lunghissimo e necessita di moltissimi incontri con il Dachverband.